
Nel mercato dei tubi in acciaio prevale un clima di forte cautela. Le tensioni geopolitiche internazionali, le incertezze legate al commercio globale e gli effetti delle nuove normative europee stanno influenzando quotazioni, approvvigionamenti e prospettive della filiera. In questo contesto, però, non mancano segnali positivi: alcuni comparti continuano a mostrare dinamismo e le aziende più strutturate stanno investendo nell’ampliamento dei servizi e nell’innovazione dell’offerta.
In questo contesto Nicola Zamboni, Sales Director di Morandi Steel, fa il punto sull’andamento del mercato, sulle prospettive per i prossimi mesi e sulle novità che Morandi Spa presenterà in occasione della prossima edizione di Made in Steel, a maggio 2027 a FIERA MILANO RHO.
«Il 2025 si è chiuso in modo positivo per la nostra realtà, con oltre 10mila tonnellate vendute e risultati in crescita rispetto al 2024. È stato un anno complesso sotto diversi aspetti, ma siamo riusciti a consolidare il lavoro svolto negli ultimi anni, rafforzando la nostra presenza sul mercato e ampliando ulteriormente il portafoglio clienti.
Il primo trimestre del 2026, invece, ha confermato uno scenario di mercato piuttosto debole dal punto di vista della domanda. In generale si percepisce una certa prudenza negli acquisti e una limitata visibilità sulle prospettive di medio periodo. Nonostante questo contesto, grazie alle importanti commesse acquisite tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026, siamo riusciti a raggiungere il budget sfidante che ci eravamo prefissati, registrando una crescita del 20% rispetto all’anno precedente. Questo risultato dimostra quanto oggi sia fondamentale diversificare il mercato, mantenere una forte attenzione commerciale e garantire rapidità di risposta ai clienti».
«Il nuovo conflitto nel Golfo sta già producendo effetti concreti sulla nostra filiera. Le principali criticità riguardano innanzitutto i tempi di consegna, che stanno diventando più lunghi e meno prevedibili, soprattutto per alcune tipologie di materiale. Parallelamente, stiamo assistendo a un incremento delle quotazioni, determinato sia dalle tensioni internazionali sia dall’aumento dei costi logistici ed energetici.
Quello che colpisce maggiormente è il fatto che questi rialzi si stiano verificando in un contesto in cui la domanda resta comunque piuttosto piatta. Questo rende il mercato ancora più difficile da interpretare e gestire. Anche il CBAM e le nuove misure di salvaguardia introdotte dall’Europa stanno iniziando ad avere un impatto importante. Gli effetti si vedono sia sui prezzi sia sulla disponibilità della materia prima. Per molte aziende questo significa dover ripensare le strategie di approvvigionamento, pianificare con maggiore anticipo gli acquisti e prestare ancora più attenzione alla gestione delle scorte. Nei prossimi trimestri ci aspettiamo quindi un mercato ancora caratterizzato da forte volatilità e da un elevato livello di incertezza».
«Nonostante il rallentamento generale, ci sono alcuni comparti che continuano a offrire opportunità interessanti. Si percepiscono ancora gli effetti positivi degli ultimi progetti legati al PNRR, molti dei quali sono in fase di completamento ma stanno continuando a generare richieste e attività importanti per la filiera. Allo stesso tempo stiamo osservando una crescita molto significativa nel settore del fotovoltaico e dell’agrivoltaico, due ambiti che stanno vivendo una fase di forte espansione grazie agli investimenti nella transizione energetica. Sono mercati che richiedono sempre più non solo prodotto, ma anche servizio, capacità di personalizzazione e rapidità nelle lavorazioni. Per questo motivo crediamo che investire nell’ampliamento dell’offerta e nei servizi a valore aggiunto rappresenti oggi un elemento strategico fondamentale».
«Il sentiment che raccogliamo confrontandoci con clienti e fornitori europei e internazionali è caratterizzato soprattutto da prudenza e incertezza. La domanda rimane debole in molti mercati e l’attuale situazione geopolitica rende estremamente difficile fare previsioni affidabili sui prossimi mesi. Le aziende stanno lavorando con orizzonti temporali sempre più brevi e questo inevitabilmente influenza sia gli acquisti sia gli investimenti. In generale si percepisce una certa attesa: molti operatori stanno cercando di capire come evolveranno i conflitti internazionali, le politiche commerciali europee e il quadro economico globale prima di prendere decisioni più strutturate».
«Made in Steel rappresenta da sempre un appuntamento strategico per il nostro settore e anche questa edizione sarà un’importante occasione di confronto con clienti, fornitori e partner. Per noi sarà soprattutto il momento ideale per presentare le novità introdotte negli ultimi mesi e mostrare l’evoluzione della nostra offerta. In particolare, presenteremo i nuovi trattamenti superficiali, dalla sabbiatura alla zincatura fino alla verniciatura, oltre ai prodotti semilavorati assemblati e saldati. Tra le novità più significative ci sarà anche l’introduzione dei profili aperti, che amplia ulteriormente la gamma di soluzioni che possiamo mettere a disposizione del mercato. L’obiettivo è proporci sempre più come partner completo, capace non solo di fornire materiale, ma anche di offrire lavorazioni e servizi integrati in grado di rispondere alle esigenze specifiche dei clienti».
In un contesto ancora fortemente condizionato dall’incertezza geopolitica e dalla debolezza della domanda, il settore dei tubi continua quindi a muoversi tra prudenza e necessità di adattamento. Per aziende come Morandi Spa, la capacità di ampliare l’offerta, investire nei servizi e presidiare i segmenti più dinamici del mercato rappresenta oggi un elemento decisivo per affrontare le sfide dei prossimi mesi.
L’appuntamento con Made in Steel sarà dunque anche l’occasione per fare il punto sull’evoluzione della filiera siderurgica e sulle nuove esigenze del mercato, in uno scenario che richiede sempre maggiore flessibilità, visione strategica e rapidità di risposta.